Amianto: una silenziosa epidemia che persiste nel lavoro e nell’ambiente

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Amianto: una silenziosa epidemia che persiste nel lavoro e nell'ambiente

Cari lettori di Around the World oggi vi presentiamo un articolo di inchiesta. Il Parlamento europeo ha recentemente sottolineato il persistere di un’epidemia silenziosa legata all’amianto in Europa. Nonostante il divieto in Italia dal 1992, l’amianto viene ancora estratto e lavorato in alcune nazioni europee, causando ogni anno circa 80.000 morti. Tra il 2010 e il 2016, in Italia, si registravano in media 4.410 decessi annui a causa dell’esposizione all’amianto. Il lungo periodo di latenza delle malattie correlate all’amianto rende difficile la diagnosi tempestiva, sottolineando la necessità di maggiore consapevolezza e attenzione al rilevamento precoce.

Amianto: una silenziosa epidemia che persiste nel lavoro e nell’ambiente

Risarcimenti per i Lavoratori Colpiti

Per i dipendenti che contraggono malattie professionali legate all’amianto, esistono meccanismi di risarcimento. L’Inail fornisce un indennizzo automatico una volta dimostrato il nesso causale tra l’attività lavorativa e la malattia. Inoltre, il datore di lavoro può essere responsabile di un risarcimento, a condizione che siano presenti responsabilità connesse alle condizioni lavorative.

Tuttavia, il nodo delle discariche autorizzate rimane una sfida, con solo 19 aree in grado di ricevere rifiuti contaminati in tutta Italia. Superare il conflitto di competenze tra diverse entità e garantire discariche sicure è cruciale per gestire efficacemente questa epidemia silenziosa.

L’amianto continua a rappresentare una minaccia per la salute pubblica e i lavoratori. È imperativo agire rapidamente, adottando misure preventive rigorose, accelerando le bonifiche e garantendo una maggiore trasparenza sulle informazioni riguardanti i siti contaminati. Solo così sarà possibile mitigare l’impatto di questa epidemia e proteggere le generazioni future dai rischi dell’amianto.

 

Taddia Group a fianco del cittadino

 Se sei stato vittima dell’amianto, si segnala Taddia Group, storica azienda che si occupa di risarcimento danni e per la quale il mestiere del giusto reintegro dei danni subiti è una missione volta a tutelare i cittadini affinché ottengano quello che spetta loro.

Nel caso in cui un cittadino abbia subito un danno, si può rivolgere a una delle 120 agenzie di Taddia Group, sparse su tutto il territorio nazionale. L’ammontare del risarcimento dipende poi dall’entità del danno subito. Invitiamo gli aventi diritto a richiedere una consulenza a questo link: https://www.infortunistica.it/richiesta/

 

Lavoratori Edili a Maggiore Rischio

I lavoratori edili risultano essere i più colpiti, considerando la massiccia presenza di amianto negli edifici costruiti prima del 1992.

Gli epidemiologi dell’Iss segnalano un aumento dei casi di mesotelioma tra i lavoratori nel settore delle costruzioni, passando dal 15,8% dei casi tra il 1992 e il 1998 al 23,9% tra il 2014 e il 2018.

Il Parlamento europeo ha recentemente emesso una risoluzione che chiede alla Commissione e agli stati membri di intensificare la sorveglianza epidemiologica sui lavoratori e di garantire il riconoscimento e l’indennizzo delle malattie correlate all’amianto. La risoluzione sottolinea anche la necessità di verificare la presenza di amianto prima di lavori di ristrutturazione energetica e di vendita o locazione di immobili.

 

La Persistenza del Problema e la Mancata Mappatura dei Siti Contaminati

Nonostante l’Italia sia stata tra i primi paesi a vietare l’uso dell’amianto, il problema persiste. La mappatura dei siti contaminati, fondamentale per identificare le aree che necessitano di bonifica urgente, rimane incompleta o non accessibile per i cittadini e le organizzazioni interessate. Le stime ufficiali riportate dal Ministero della Transizione Ecologica parlano di 108.000 siti contaminati, con solo 7.905 siti bonificati al dicembre 2020. Tuttavia, organizzazioni come Legambiente stimano che il numero reale possa essere molto più alto, con oltre 370.000 siti contaminati.

 

Il Caso Eternit e le Prospettive per il Futuro

Il caso Eternit rappresenta un’icona della devastazione causata dall’amianto, con il magnate svizzero Schmidheiny attualmente sotto processo per la morte di centinaia di cittadini di Casale Monferrato. Tuttavia, la giustizia avanza lentamente, e il problema delle discariche autorizzate per rifiuti contaminati rimane irrisolto.

Il 28 aprile, la giornata mondiale per le vittime dell’amianto, offre un’opportunità per riflettere sulla necessità di un’azione urgente. Mentre il disegno di legge per l’istituzione ufficiale di questa giornata in Italia è in discussione al Senato, è fondamentale affrontare il problema dell’amianto con trasparenza, accelerare le bonifiche e implementare misure rigorose di prevenzione.

 

Conclusioni

Sperando che abbiate trovato questo articolo di vostro interesse restiamo a disposizione per ulteriori dettagli.

Per qualsiasi ulteriore informazione o potenziale collaborazione, siamo a vostra disposizione attraverso la pagina contatti.

Alla prossima, amici viaggiatori!

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